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Perché il feeling è fondamentale nella scelta del fotografo di matrimonio

28 Novembre 2017

Molte coppie si chiedono con un po’ di preoccupazione, come faranno a farsi fotografare per una giornata intera, visto che non  ci sono abituati!

Possiamo rassicurarvi: quel giorno saremo come dei ninja, non vi accorgerete quasi della nostra presenza! Il segreto è uno solo: il feeling verso il vostro fotografo di matrimonio. Diciamo sempre di scegliere il fotografo “con la pancia”: se vi trovate bene con noi e vi fidate di noi, la nostra presenza non la noterete nemmeno!

Domenica siamo andati alla Triennale per vedere “The Ballad of Sexual Dependency” di Nan Goldin e abbiamo pensato di raccontarti qualcosa di più su questo approccio.

Nan Goldin

Nan è una fotografa-psicologa ( come la definisce Matt), ovvero una fotografa che sa entrare nelle situazioni, che scatta empaticamente.

Nel corso degli anni ha ritratto i suoi amici nei loro momenti più intimi: mentre fanno la doccia, si drogano o fanno sesso. Ha scattato con questa sensibilità pazzesca, che riesce a farci entrare nelle loro vite e nelle loro vicende senza sentire alcun distacco. E senza mai giudicare, ma piuttosto cercando di capire. Nelle sue foto si sente tutto il feeling che si è venuto a creare con la sua famiglia allargata composta da amiche e amici.

La Goldin ha analizzato i linguaggi di due universi, quello maschile e quello femminile, che spesso non riescono a comunicare. Il titolo stesso della sua opera descrive la forte attrazione che esiste fra due persone ma che non sempre porta ad un rapporto felice. Nan si è scattata un autoritratto dopo essere stata picchiata dal compagno, cercando di testimoniare come il desiderio non porti sempre all’amore.

Noi facciamo esattamente l’opposto, ritraiamo il momento in cui questi due linguaggi riescono ad entrare in sintonia e a trovare un modo per comunicare. Quando fotografiamo una coppia, troviamo amore nei piccoli gesti: una mano che aiuta a sorreggere l’abito o uno sguardo pieno d’affetto mente ci si scambia una battuta.

Oggi siamo abituati a tenere sulle memorie dei nostri smartphone un diario della nostra vita in immagini, ma quando la Goldin ha iniziato a scattare non era affatto così. E ora la sua Ballad è una sorta di testimonianza di un’epoca passata, che Nan ha reso immortale.

Il nostro lavoro non è molto diverso: fissiamo, nel nostro piccolo, il vostro grande giorno, in modo che diventi un ricordo tangibile di una giornata che avete fortemente voluto, organizzato e vissuto.

La ballata

In The Ballad of Sexual Dependency la Goldin ha preso 700 immagini e le ha montate con un sottofondo musicale in uno slideshow, pura avanguardia per la fine degli anni ’70.

Nan Goldin ha realizzato un racconto artistico, un diario personale assolamente rivoluzionario nelle modalità e nello stile. Si è avvicinata all’arte povera e ha creato un linguaggio visivo totalmente personale. Il susseguirsi delle immagini rimanda ai brani musicali scelti in maniera viscerale e suggestiva, rispecchiando il modo di fotografare dell’artista.

Vedere questo slideshow nel 2017 fa molto riflettere sull’evoluzione del lavoro di editor e sull’estetica contemporanea. Oggi infatti queste foto verrebbero accostate, molto probabilmente, con un editing molto più scioccante e meno tematico.

Il vostro matrimonio è il primo giorno di una vita assieme, avrete altri album e altri diari, ma questo sarà il solo ( o uno dei pochi ) scattato da un professionista e vi renderete conto dell’importanza di un buon editing. E anche in questo è determinante sentire di avere feeling verso il fotografo di matrimonio, perché richiede fiducia nei confronti delle nostre scelte e del nostro lavoro.

E voi? Avete provato questa sensazione di feeling verso il vostro fotografo?

 

Le immagini contenute in questo articolo sono state scattate da Nan Goldin per Gray Magazine e Rodarte.

 

 

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